Le concerie han perso il 40%. E non sono Poltronesofà.


Ad Arzignano Vicenza ci sono 455 concerie. È un distretto formidabile che produce le migliori pelli al mondo: la Rolls-Royce, come la Mercedes comprano lì le pelli dei loro sedili.

Adesso l’intero settore sta perdendo il 40%. Alla lunga, un’azienda non può sostenere perdite così: o licenzia per ridurre le spese o rischia. Ci sarebbe una terza via, ma non c’è. Fare pubblicità. Un’azienda che ha pochi clienti o poco lavoro ha due strade: ridurre i costi oppure vendere di più. Le concerie hanno però un problema storico. Per vendere di più dovresti fare marketing. Loro (come molte altre) non fanno marketing. Perché? Alcune, basate sul duro lavoro tutti, sulla nicchia di mercato e su trend favorevoli, non ne hanno mai avuto bisogno. Siccome il marketing è una bella spesa, se non ne hai bisogno meglio evitarla. Giusto.

Però c’è un problema. Se non sei allenato, se non lo conosci, se non hai l’abitudine, quando anche fosse il momento del bisogno non sai cosa fare, non sai da dove cominciare…
Esempio. Si potrebbe cominciare dal telemarketing. Telefonando (a seconda del settore) a 20 o a 30 clienti, uno compra. Statisticamente, uno compra. Un cliente che dice sì, è una manna per un’azienda che vende poco.
Non solo. Se uno su 30 dice sì può voler dire che con 60 telefonate ne becchi due e con 90 tre. La crisi se ne sta andando… o no? Parlo di telefonate per non citare altre forme di MK: potete usare una landing page, se volete: in 40’ Francesca ve ne fa una che vende: io la uso e funziona. 

Ma i conciari con calo delle vendite non lo fanno. Aspettano che passi la crisi. La crisi, probabilmente ha a che fare con la guerra in Ucraina…
Vuol dire, più o meno, che attendono Putin, uno di Costabissara, per risolvere i loro problemi.
Ho citato nel titolo Poltronesofà. A differenza dei conciari di Arzignano Poltronesofà fa divani non eccellenti a quanto leggo su Altroconsumo, ma fa tantissima pubblicità. Risultato: Poltronesofà va a gonfie vele nonostante la guerra in Ucraina.

Antonio Bicego
dottore in Psicologia