Mourinho Docet


Atalanta-Roma campionato italiano di calcio di Serie A.
La Roma ha come allenatore un certo Mourinho, stipendio annuo 7 milioni netti.
Quella sera la Roma perde, anche per una papera di Rui Patricio, uno bravo a parare i rigori.
Al 34° minuto il portiere esce di porta, tocca il pallone che però gli passa tra le mani e va all’attaccante avversario che prende palla e fa subito gol.
In quel momento la partita era apertissima e le due squadre in campo si equivalevano (a dire il vero la Roma attaccava di più e il possesso palla era suo: 65%).
Cosa avreste detto voi a un portiere formidabile che si fa fare un gol incredibile, un gol che chiunque avrebbe parato facilmente?
Guardate la foto qui sotto. Capirete tutto. Mourinho, l’allenatore, abbraccia il portiere affranto e lo consola. Non solo. Lo accompagna fino allo spogliatoio a fine partita ed ha l’atteggiamento di colui che dice: “beh, può capitare a tutti; non prendertela troppo; io ti capisco”.
Che grand’uomo! Che grande allenatore!



Rui Patricio e José Mourinho


Qualcosa del genere accadde a Roberto Baggio ai mondiali USA del 1994. Sbagliò un rigore e ancora adesso, dice Baggio, si sveglia nel cuore della notte tutto sudato perché ha rivissuto nel sogno, che diventa incubo, quel terribile istante in cui ti senti morire. (Prima o poi devo dire a Baggio che a Padova c'è un bravissimo psicoterapeuta che tratta questi incubi con successo. Si chiama Nicolussi).
Ero a Milano, quel giorno a casa di Silvio Ceccato, un grande veneto, filosofo, cibernetico e scienziato. Cosa avrebbe detto Lei, professore, a Baggio al rientro della partita? Proprio niente, dice il Silvio. Vuol dire che non lo avrebbe sgridato neanche un po’? Non solo, lo avrei abbracciato e consolato.
Perché, ricordati Antonio, non bisogna mai lavorare sul dolore. E se gli altri giocatori ti dicessero che non era giusto e che bisognava farsi sentire??
Ceccato: con loro sì, gli stolti, che mi sarei fatto sentire!

Antonio Bicego
dottore in Psicologia