Perchè non uso più GOOGLE


Lo Studio Bicego usa da due anni un algoritmo per fare le selezioni di personale a costi molto ridotti: 1950 € per qualunque selezione.

L'algoritmo si basa su deduzioni oggettive: tutte le statistiche dicono che chi passa almeno 6 ore al giorno su videogiochi non è un buon lavoratore? (a meno che non lo faccia per professione). Bene, io te lo scarto.
Tutte statistiche dicono che chi ha almeno due procedimenti legali in corso probabilmente è un tipo litigioso? Scartato anche questo.

Non ci vuole molto a capire che se Mario consuma dieci volte più pannolini della media italiana egli è un papà. E potremmo anche dedurre che un papà ha un atteggiamento sul lavoro più consapevole: dura di più.

Chi ha almeno tre multe impagate, invece, ha l’abitudine a non pagare. E così via.

Questo nuovo modo di fare le selezioni non convince tutti ma ha un merito. È basato sui dati. I dati sono fatti. Invece spesso, nei colloqui di selezione, si fanno domande cui non si sa affatto cosa corrisponda ad una data risposta. Cosa è che deduci quando la candidata ti ha detto che pratica il tale sport invece di quell’altro? Non solo. Chi ti dice che è vero? Invece, se Google mi dice che tu scrivi la parola “scacchi” 10 o cento volte più della media, una relazione con gli scacchi tu ce la hai e la prova che ho è fattuale. Le deduzioni che faccio sono forti: giocano a scacchi solo le persone con quoziente intellettivo sopra la media.

La domanda è: dove li trovo tutti questi dati?
Il più grande collettore di dati che mai sia esistito al mondo era Google. Li raccoglie in proprio, tramite YouTube (proprietà Google) e Google home e tramite cento altri modi *. Perché li raccoglie e li tiene “per sempre”? Perché i dati sono denaro, i dati sono diamanti, i dati sono il nuovo petrolio. Ho detto che Google “era” il piu gran collettore di dati oppure il piu gran ladro: decidete voi.
Non più.
Da ora, febbraio 2023, ce n’è uno infinitamente più potente, più scaltro è più dinamico: si autoalimenta e coglie dati dappertutto.
È Chat GPT. Chi sta fuori da Chat GPT sta fuori dal mondo.


* PS: per chi vuole approfondire (Fonte Chat GPT)

Google raccoglie i dati da diverse fonti e in diversi modi. Ecco alcuni dei principali:

1. Ricerca: Google raccoglie informazioni sulle parole chiave cercate dagli utenti per migliorare la pertinenza dei risultati di ricerca e offrire annunci pubblicitari più mirati.
2. Utilizzo dei servizi di Google: quando si utilizzano i servizi di Google come Gmail, Google Drive, Google Maps, YouTube e così via, Google raccoglie informazioni sull'utilizzo di tali servizi per migliorare l'esperienza degli utenti e offrire annunci pubblicitari più pertinenti.
3. Tracciamento dei siti web: Google utilizza i suoi strumenti di analisi web, come Google Analytics, per raccogliere dati sui siti web che gli utenti visitano, tra cui informazioni sul traffico, sulle pagine visitate e sui tempi di permanenza.
4. Cookies: Google utilizza i cookie per raccogliere informazioni sui comportamenti degli utenti sulle sue proprietà online e sui siti web dei partner. Queste informazioni vengono utilizzate per personalizzare l'esperienza degli utenti e migliorare la pertinenza degli annunci pubblicitari.
5. Dispositivi mobili: Google raccoglie informazioni sui dispositivi mobili degli utenti, tra cui il tipo di dispositivo, la versione del sistema operativo, l'indirizzo IP e l'utilizzo delle applicazioni, per offrire annunci pubblicitari più mirati.

In generale, Google raccoglie i dati per migliorare l'esperienza degli utenti, offrire pubblicità più pertinenti e personalizzate, e sviluppare nuovi prodotti e servizi. Tuttavia, è importante notare che Google deve rispettare le leggi sulla privacy e adottare misure di sicurezza per proteggere i dati degli utenti



Antonio Bicego

dottore in Psicologia