I cani africani sono magri


Mi piacciono le aziende e più ne vedo e più ci entro per capirle, meglio sto. Mi piace moltissimo comprendere come fa la tale azienda, piena di difetti e di pregi, di forza e di contraddizioni, a navigare da tanti anni e tenere bene il mare e superare onde spaventose e... sempre avanti e poi ancora avanti perché ho notato che nessuna azienda è messa abbastanza male da affondare finché uno dei suoi, basta uno solo, tiene le mani sul timone e, pregando oppure bestemmiando, dice e fa in modo che si vada avanti e neanche gli scogli...

Trovo utile paragonare l'azienda ad un animale. Se hai un’azienda ghepardo, essa è sveltissima in tutto, ma proprio per questo il 94% delle cacce le va male e deve vivere con un successo del 6%.
Il leone ha un successo del 17% quando caccia da solo. Se manda un branco di femmine il successo sale al 30%, ma salgono anche le bocche che partecipano al banchetto. Il branco è talvolta un'azienda sovradimensionata.

I campioni di successo col 60% sono i cani selvatici africani. La loro virtù si chiama tenacia. Inseguono la preda per giorni, in branco, facendo anche 50 km al giorno. La preda cede per sfinimento.

Il cliente è una preda e se un'azienda abituata bene, in tempi diversi, con prede diverse, ha imparato la letale abitudine di stancarsi troppo presto, corre rischi mortali. A stancarsi presto sono i cani vecchi, ben pasciuti e che hanno imparato ritmi non più sostenibili. Il branco li lascia indietro, vicino alla tana, ma sempre più lontano dal luogo dove si terrà banchetto. Nel nostro Paese verrebbero premiati con il Reddito di Cittadinanza che la natura, nella sua ingenuità, non ha inventato. Il cane africano è magro e bruttino, ma non è specie a rischio estinzione.

Antonio Bicego
dottore in Psicologia