Il sistema Italia è una ruota quadrata?

(CENSIS, 54° rapporto)


Avevo bisogno di un tampone per non lasciare troppo spazio all'ansia, di questi tempi sempre in agguato.

Ho prenotato alla Sefamo di Vicenza. Han risposto subito e il giorno dopo sono andato in Via Strasburgo. Arrivo e un signore, pagato dall'azienda, mi indica il parcheggio coperto e gratuito.
"Tampone?" Mi chiede. "Sì", gli dico. "Vada in quello sportello lì, paghi e si sieda". A tre metri c'era una sedia. Mi siedo e dopo un minuto una dottoressa mi chiede nome e cognome. Mi fa il tampone a tutte e due le narici. La location era una piccola struttura di plastica grande circa due metri quadrati, il necessario.
"Torni per il risultato tra 15 minuti".
Torno dopo 15 minuti e mi dice che tutto va bene.
Fine della storia. Pagato 30 euro.

Scusate, cari lettori, se vi ho narrato una banale storiella privata. Ma subito mi è venuto in mente: questo fatterello ipervero, nell’Italia di oggi, è così banale e ha niente da insegnarci, oppure no?

Sei mesi fa vado con mia moglie al pronto soccorso di Vicenza. Beh, amici: né pronto, né soccorso. Abbiamo atteso otto ore prima che qualcuno si occupasse di noi. Durante le otto ore ho visto scampoli di varia umanità sofferente senza riscontro, sofferente di un attesa che capivi benissimo era soggetta a tempi poco umani.

Sono decenni che gli ospedali italiani trattano così la loro dolente clientela.
Clientela? Nessun veterinario tratta così le sue bestie, che io sappia.

Molte volte soffriamo perché nessuno si occupa di risolvere problemi semplici. Il problema del pronto soccorso è semplice perché a Boston (USA) sono stato trattato così: attesa due minuti. Poi arriva subito uno vestito di bianco che mi chiede cosa ho e poi mi smista verso un altro reparto e così via. Anche loro avevano una specie di tenda pieghevole, (decine, centinaia di tende pieghevoli pronte ad un rapido uso). Boston è una città di circa 700 mila abitanti. Ed è così in quasi tutto il mondo civile.

Chi fa attendere ore l'umanità sofferente, oggi, è un sindaco poco intelligente oppure sono i medici dell'Ospedale? E il sindacato?

L’intelligenza è la capacità di risolvere problemi nuovi in condizioni emotive normali.
Chiedete al signor Sefamo (non so chi sia). Lui è intelligente.


Antonio Bicego
dottore in Psicologia